
Da sempre la storia delle origini di Villa Franzini è velata dal mistero e ricca di affascinati ipotesi che provano a ricostruire e raccontare la sua evoluzione nel tempo.
Dobbiamo tornare indietro alle origini di Nuvolera; quando i territori ad est di Brescia erano ancora un’unica, grande zona paludosa. È qui che i frati iniziarono ad insediarsi per bonificare le terre e cominciare a costruire le prime comunità parrocchiali della zona.
Da antichi documenti si evince che proprio in Via Camprelle, all’interno di quella che oggi è la proprietà di Villa Franzini, era ubicato uno di questi centri dove sorse il Monasterolo di Sant’Eusebio. Il Monasterolo era il probabile fulcro spirituale di questa neo cittadella. In origine chiamata Nigolera.
Nel 1400 il Monasterolo divenne inadatto ad ospitare il crescente numero della popolazione Nigolerese e quindi, in sua sostituzione, venne commissionata la costruzione della parrocchia di San Lorenzo. L’attuale chiesa del paese di Nuvolera.
Molto probabilmente le aree del Monasterolo vennero trasformate per essere impiegate per l’agricoltura. Possiamo dedurre ciò perché ancora oggi, all’interno della proprietà, nel complesso adiacente al palazzo padronale, è presente una stanza che potrebbe esser stato un casino di caccia con lacerti di affresco conservati al suo interno e le tracce di un grande camino.
Ancora tanti altri ritrovamenti curiosi e storie intriganti ci aspettano all’interno della Villa.
CURIOSITÀ

Magda e Piero incontrano Villa Franzini per la prima volta nel 1984.
Stavano tornando dalla visita ad una potenziale casa da acquistare e percorrendo la strada provinciale che costeggia il paese di Nuvolera, notarono in lontananza il cancello di pietra che da su quella che oggi è Via Venanzio Filippini.
Piero decise di recarsi nello storico bar del paese, Antico Bar, a chiedere informazioni sulla villa e gli risposero che i proprietari erano i Feroldi Antonini De Rosa, famiglia originaria di Brescia trasferita a Roma. Ma nessuno sapeva se la villa fosse in vendita.
Il giorno successivo, Piero decise di tornare in perlustrazione della Villa. Il famoso cancello restava sempre aperto e così si avventurò nel parco trovandosi di fronte ad uno spettacolo straordinario. Un gigantesco albero dalla chioma immensa che si specchia nell’acqua e radici che spuntano dal terreno come fossero stalagmiti fa da guardiano ad uno splendido palazzo del 1700.
Piero, colmo di felicità, tornò a casa da Magda e le disse che avrebbe assolutamente dovuto tornare con lui a Nuvolera per vedere con i suoi occhi quella meraviglia incredibile.
Ritornarono a Nuvolera insieme e con l’entusiasmo di due bambini e le farfalle nella pancia per il timore di essere scoperti dal famigerato guardiano della casa che scacciava chiunque si avvicinasse, si avventurarono nel giardino delle meraviglie e da quel momento, Magda, scoprì un amore e con assoluta certezza decise che quella sarebbe stata la sua nuova casa.



TAXODIUM
DISTICHUM
L’ESEMPLARE PIÚ GRANDE DI LOMBARDIA
DETTAGLI
Uno dei maestosi misteri di VILLA FRANZINI è sicuramente l’albero monumentale dalla chioma immensa che si specchia nell’acqua del fossato; e che da oltre 300 anni fa da guardiano al palazzo.
Questa specie è originaria della Luisiana ma ha sviluppato un portamento tutto suo; adattandosi al clima sub-continentale umido del Bresciano.
Le sue radici, pneumatofori, spuntano dal terreno come fossero stalagmiti. Questo tipo di radice s’incontra in molti esemplari tropicali palustri; piante acquatiche che crescono in aree umide come paludi, stagni e zone riparie, e che necessitano di vivere immersi in acqua stagnante o comunque parzialmente sommersi.
Raggiunge i 40 metri di altezza.
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